Il giorno al contrario di Alessandra Nunziante che regala gioia e stupore

Per questo giorno di Capodanno, ho scelto di regalarvi uno degli ultimi post de La stampella di Cenerentola, il mio blog su lastampa.it.

Che pomeriggio sognante ho trascorso ieri! Di queste ore di serenità devo ringraziare la mia giovane concittadina Alessandra Nunziante ed il suo libroUn giorno al contrario Kimerik editore. Spesso mi rendo conto di non soffermarmi abbastanza sulle storie per spiegarne i particolari, presa dall’ansia della condivisione, ma questa volta cercherò di non essere troppo avara di particolari. Ieri ero, come al solito, a caccia di storie interessanti sul web ed il mio sguardo è stato catturato dal post di un’amica di Facebook, che proponeva una copertina di un libro di una scrittrice torinese emergente, Alessandra Nunziante appunto. Ne ” La  Stampella di Cenerentola” amo raccontare vicende di riscatto dal disagio e dalla disabilità ed il titolo Un giorno al contrario faceva presagire una storia particolare, legato al punto di svolta da una crisi. Il mio spirito da segugio dei social network mi ha portato a cercare notizie su Google e poi a chiedere amicizia su Facebook ad Alessandra, l’autrice. Ci siamo sentite in chat e ne è nata una conversazione piacevole, anche se un po’ surreale. Comunque il mio fiuto aveva funzionato. La ragazza ha meno di trent’anni. A veva conosciuto da bambina una disabilità temporanea al braccio ed ha scritto il suo racconto dopo un periodo di depressione. Decisi subito di volerne parlare sul blog ed un un po’ sfacciatamente le chiesi di inviarmi subito via mail, una versione digitale del libro.  Dopo  un’ora ero già immersa nella lettura. Non vorrei farespoiler,  come si dice adesso, ma voglio confidarvi che, dopo le prime venti pagine, le sorprese sono continue, delicate e piacevoli! Alessandra sei brava! La tua scrittura è essenziale e limpida e mi hai ammaliato con tutti gli inconsueti aggettivi che utilizzi per identificare i colori, che mi fanno immaginare che tu sia un’artista, una pittrice oltre che narratrice.  Il libro, che è una novella più che un romanzo, sarebbe indicato anche per le scuole medie. Un po’ di sana positività e sogno non possono che far bene, a tutte le età. Parlare di Botero Modigliani, è stato il tocco finale per conquistarmi!

 

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