Netflix finalmente ti ho scoperto e mi hai fatto trovare anche un bel film sulla sclerosi multipla

Ho tante cose da raccontarvi. Sono chiusa in casa, ho un cavaliere (verticalizzatore) elettrico che mi aiuta, la sclerosi mi ha regalato una bella crisi depressiva, ho il montascale, ma non posso usarlo, insomma ne avrei per una ventina di post, ho deciso invece di cominciare della mia recente scoperta di Netflix grazie a mia figlia. Oggi, udite udite, ho visto un film spagnolo del 2016 sulla sm! La pellicola, diretta da Marcel Barrena si intitola 100 metros ed è del 2016. Non ho trovato trailer italiani e qui sotto ne trovate uno in lingua originale. Leggi tutto

S come sclerosi, D come depressione…

Nella mia vita apparve molto presto. Quel velo nero che ad un certo punto si stende sul mondo e  non permette più di assaporare la vita: la depressione, il pianeta nefasto, che rischia di abbattersi sulla terra, come nel film di Lars Von Trier. Considerato l’effetto dirompente e disastroso dello spleen sulla qualità del vivere, posso affermare con certezza, che la piaga peggiore per me siano le ricadute depressive e non le poussè della sclerosi. Approfondendo la conoscenza con la mia amica Sclerosi, mi sono però convinta che lei e la depressione siano due aspetti fortemente correlati, come due serpenti che si attorcigliano l’un l’altro. Gli episodi depressivi non sono che uno dei tanti modi di esplicarsi nel mio corpo della sindrome demielinizzante. Non si tratta solo di tristezza per la malattia e la perdita di funzionalità del proprio corpo è una questione molto più profonda. I neurologi arrancano ancora nell’affrontare questo legame. “Lei soffre di depressione? Allora tende a vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto” mi disse un giorno un neurologo di larga fama per la sua conoscenza della sclerosi, dimostrando invece una superficialità impressionante. La depressione è una patologia ancora più sottovalutata e misconosciuta della nostra cara killer della mielina. Noi sclerotici però siamo tanti ed unendo le nostre forze, combatteremo anche il binomio “S come sclerosi – D come depressione”.

Anche Sclerotica vorrebbe fare salti altissimi per uscire dalla depressione

  Sono arrivata al nuovo capitolo sulla mia strana crisi. Alla allegra clausura nelle ultime settimane si è aggiunta una delle mie note crisi depressive. Ho capito che devo a tutti i costi reagire, dimostrare nuovo affetto per il mio corpo e le mie care GAMBE. Non me ne vorrà l’amico Iacopo Melio, se mi ispirerò a lui e al suo ultimo libro Faccio salti altissimi, edito da Mondadori. Anche io vorrei cercare di superare la mia situazione e con le mie care gambe realizzare qualcosa di impensato. Se penso a saltare, dai ricordi della mia infanzia esce l’immagine della grande Sara Simeoni, che nel 1978 vinse addirittura il record del modo di salto in alto. Sara è veneta come me e l’ho sempre ammirata, magari il suo ricordo potrà essere uno sprone. Anzi vorrei che tutti noi sclerotici potessimo lanciarci con gioia! Leggi tutto