Personaggi e angeli con sindrome di Down in un’antica nativitå fiamminga

Mi è piaciuto ricordare il dipinto, che ho pubblicato in apertura, anche se non siamo ancora entrati nel pieno del periodo natalizio. In realtà ripropongo un articolo postato settimane fa su La stampella di Cenerentola, nei giorni in cui era vivo il dibattito  sulla vicenda dj Napoli, dove una madre aveva abbandonato sua figlia, nata con trisomia 21. Subito dopo la nascita, la bimba è stata affidata ad un single, dopo il rifiuto di sette coppie. La legge infatti, permette di scegliere, come genitore adottivo, una persona non sposata nel caso in cui abbia dato la propria disponibilità all’adozione e la situazione sia particolarmente  delicata, come può delinearsi nel caso di un bimbo disabile. Subito dopo aver letto la notizia, nella mia mente sono frullate moltissime riflessioni nate  anche dalla mia esperienza di persona e mamma disabile, ma non voglio subito fomentare le polemiche. Preferisco dedicare i miei post a degli approfondimenti sulla sindrome di Down. Come ripeto spesso, alla base di tutti i problemi c’è anche una scarsissima cultura della disabilità. Oggi vorrei cercare invece difavorire la conoscenza in questo ambito, parlandovi di questo affascinante dipinto fiammingo che ritrae una natività veramente particolare. Diversi personaggi ed in particolare un dolcissimo angelo, mostrano infatti, dei caratteri tipici della sindrome di Down. Probabilmente all’epoca, le persone Down, non erano stigmatizzate come adesso, anzi sembrerebbe che fossero considerati esseri molto vicini alla purezza divina. Inserire un soggetto con trisomia 21, tra Gesù e la Madonna è un po’ se come ai nostri tempi, comparissero tra i membri del G7. Come diceva il grande Renzo Arbore,meditate gente, meditate!

p.s. mi sono lasciata andare ed il paragone non credo sia calzante, il G7 non è considerato molto angelico. Comunque se ne facessero parte anche persone con varie disabilità, sarebbe molto diverso!

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