La stampella di Cenerentola

“Guardai il mio deambulatore e pensai, che in fondo ero vicina al dehor del bar e che potevo sedermi e prestare il mio carrellino alla signora. Mi avvicinai per proporglielo, ma lei si voltò verso di me con un sorriso compassionevole e disse. ‘Figurati cara – mentre mi accarezzava la testa faccio in un attimo!’. Probabilmente le sembrava impossibile, che una persona con i miei problemi potesse aiutarla”.

Come in questo frammento, “La stampella di Cenerentola” offre spunti, riflessioni, racconti poetici e sognanti su come le persone con disabilità riescano a vivere lo spazio urbano. Il volume raccoglie le storie personali di Noria Nalli e dei suoi compagni di viaggio, lungo le strade della città. L’autrice “commenta” il suo testo con i suoi disegni, che lei paragona agli sforzi grafici di una “bambina che vuole abbellire il suo quaderno preferito”. In mezzo a questi spunti, spicca la teoria dei “percorsi di sopravvivenza”, che l’autrice spera servano ad alimentare il dibattito sull’accessibilità e l’inclusione, cioè l’accesso con eguali diritti agli spazi e ai servizi della città, di chi vive una situazione di disagio, a partire da anziani e disabili. “I miei percorsi hanno avuto, su di me, quasi un potere magico.

Sono loro la misteriosa stampella di Cenerentola di cui parla il titolo. Sono sincera, mi piacerebbe molto che questo libro avesse un influsso fatato anche su chi lo legge!”

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