Il corpo di ballo segli sclerotici

Ormai mi conoscete, sono quasi sempre distrata e sognante! Oggi, tanto per cambiare, ho voglia di sognare e di sentirmi bella come una ballerina! Ho così scelto come immagine del post, una mia fografia giovanile ed un argomento che mi fa sentire leggera, come sulla punta dei piedi. Giorni fa ho assistito ad alcuni spezzoni del film d’animazione franco canadese Ballerina,diretto da Eric Summer e Éric WarinLe immagini e la musica erano piacevoli e delicate, ma quello che mi ha colpito di più di questa favola della bimba povera che riesce a diventare ètoile e la parte del duro addestramento fisico della piccola. La situazione mi ha ricordato i periodi di riabilitazione fisioterapica. Lo sforzo che noi sclerotici facciamo per riprenderci da una ricaduta, può essere simile a quello di una ballerina, che impara movimenti e postura della danza classica. I terapisti spesso ci fanno fare movimenti che ci appaiono impossibili nelle nostre condizioni, un po’ come succede alla giovane protagonista quando l’amica le dice di pulire lo specchio con un piede! C’è da esserne fieri! Perchè non fondiamo un corpo di ballo? La compagnia degli sclerotici! Potremmo ballare anche noi con Roberto Bolle! Leggi tutto

Fuori dal tunnel di Caparezza e le mie gambe disabili

Un giorno mi accorsi  di avere perso i documenti sull’autobus e dovetti andare a fare denuncia  alla  polizia. Mi accolse un ufficiale simpatico, che fischiettavava  Fuori dal  tunnel  di Caparezza. 

Dopo cinque minuti mi alzai e mi accorsi che  le mie gambe non mi reggevano più bene. È questo il mio paradossale  ricordo del momento in cui il mio passo è cambiato! 

Questo breve estratto racchiude uno dei punti chiave del mio libro Avventure semiserie delle mie gambe. Si riferisce al preciso momento in cui le mie gambe hanno smesso per sempre di funzionare bene.  La cosa mi ha sempre fatto pensare. In fondo Caparezza è legato ad un evento importantissimo per la mia vita. E pensare che allora non mi piaceva per niente! In questi anni io ho cominciato ad amare ed apprezzare il cantante pugliese, al punto di pensare spesso di  contattarlo per confidargli questa strana coincidenza! Ma le assonanze spirituali non finiscono qui. In questi giorni uscirà il nuovo album del grande Capa,  Prisoner 709 , che   è in qualche modo dedicato allamalattia e alla disabilità al cambiamento fisico e spirituale. L’artista ha cominciato a soffrire di acufene. Si è trovato a vivere la sensazione di non riconoscere più se stesso o di essere prigioniero  di una situazione. In fondo il suo lavoro è uno splendido esempio di medicina narrativa. Inutile dire che a questo punto, il mio desiderio di conoscere Caparezza sia diventato ancora più forte. Non solo è un artista geniale, ma anche un nuovo alleato nel mio progetto di diffusione della cultura della disabilità. Leggi tutto