Una creatura aerea che non appartiene solo al mare né alla terra ferma

Lo sapete per me la figura della Sirena è molto importante, fa parte del mio immaginario di donna disabile e ne parlo spesso. Mi piace anche cercare raffigurazioni e storie legati al mondo di questa affascinante creatura. Non sono una grande esperta di storia dell’arte, ma ci sono alcune figure di artisti che porto nel cuore.

 

Uno di loro è sicuramente Chagall con le sue bellissime immagini di persone volanti, sospese fra terra e cielo.  In alcune opere è proprio la sirena la persona sospesa. Mi è venuto così iin  mente di chiudere al mio amico artista Roberto Porcella, di lavorare ad una sirena fluttuante  in aria come omaggio a Chagall. Il risultato è stato davvero emozionante e l’ho pubblicato qui. È un’immagine eterea e delicata, che mi ha subito conquistato. Con questa nuova raffigurazione, mi sento cosi di riproporre ed aggiornare le mie prime riflessioni sul mondo delle sirene.

La sclerosi multipla ha lasciato su di me la sua “S” di sclerosi sui muscoli delle gambe. Ora uso la carrozzina. Pochi anni fa usavo il deambulatore e non riuscivo a fare lunghe passeggiate. Mi considero però “fortunata”. Non sono mai stata una sportiva, tantomeno una ballerina. Sono pigra e riflessiva, piuttosto sedentaria. Mi spaventano molto di più altri tipi di attacco, come quelli che potrebbero colpire la vista (come farei a vedere dei film, leggere un buon libro, scrivere, fare foto) oppure l’udito (amo l’ascolto musicale) o peggio ancora, l’articolazione delle parole e la voce. Considero il mio timbro vocale, un aspetto importantissimo della  mia personalità Anni fa lavoravo in radio e mi piacerebbe tornare a farlo; amo leggere ad alta voce (che gioia racconatere così le favole alle mie figlie ), cantare, conversare. Come sclerotica, mi immedesimo spesso nel personaggio della Sirenetta, che non può camminare ed è “imprigionata” nella sua coda di pesce, in questo senso “legata” come capita spesso a noi malati di sclerosi .Nel racconto di Andersen la sirena è disperata perchè non ha le gambe per raggiungere a terra il suo principe e chiede alla strega del mare di farle un sortilegio. La maga malvagia le dona le gambe, ma la priva della voce e del suo canto. Ecco questo per me sarebbe stato un vero dramma. Non avrei mai accettato uno scambio del genere.

La mia nuova sirena, qui raffigurata, sembra un essere delicato e superiore, capace di destreggiarsi tra tutti e quattro gli elementi. Pensandoci bene, avrei rinunciato ad un paio di gambe terrestri e chiedendo invece alla strega di lasciarmi la voce.  Forse la magia del mio canto avrebbe in qualche modo raggiunto lo stesso il principe, che magari si sarebbe “dato una mossa” per raggiungermi lui sui fondali marini, adattandosi ad una elegante coda da pesce, senza costringermi a rinunciare alla mia natura.

2 comments
  1. Mi spiace non essere d’accordo con te …io mi ritengo sfortunata …io sempre impegnata ed indipendente al 100% non riesco ancora ad abituarmi ad avere bisogno di una sedia a rotelle per muovermi e soprattutto avere bisogno che qualcuno mi spinga ..mi vergogno come se avessi fatto qualcosa di grave ..non riesco ad accettarmi e a dire la mia diagnosi …invento sempre delle scuse per non farmi compatire ..odio quegli sguardi dettati dalla pena che provano anche se sono brave persone e non sanno cosa fare di fronte al mio dolore …NO non riesco a farcela e a non piangere.

    1. Ti capisco perfettamente, non volevo esprimermi a livello generale. Ognuno ha le sue predisposizioni ed esperienze. Nel post ho parlato di me e della mia pigrizia. Ti sono vicina e se lo desideri, posso pubblicare il tuo punto di vista!

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