Il potere terapeutico di “Fiori di loto” il delicato libro di Manuela Chiarottino

 

Ripeterò un concetto che, in questi giorni, riecheggia in moltissimi discorsi e conversazioni. Ho la sensazione che tutto ciò che ho fatto prima del mese di marzo di quest’anno appartenga ad un lontano passato, anche la semplice lettura di un romanzo. Mi sono addentrata tra le pagine di “Fiori di loto” (Manuela Chiarottino, edizioni Buendia Books), alla fine del mese di febbraio, quando il livello di consapevolezza del pericolo del contagio da corona virus era ancora fragile. Già in quei giorni si parlava spesso della Cina, ma quasi esclusivamente come la nazione dalla quale era partito il contagio. La scrittura di Manuela con sapienza e delicatezza, mi ha trasportato in un’atmosfera rarefatta e affascinante. Amore, malattia e rinascita si alternano fino a creare un crescendo di stupore e delicate emozioni. Parte del fascino del racconto è nelle pagine dedicate alla misteriosa Ah-lai, la donna orientale che la protagonista incontra quasi ogni giorno, seduta su una poltroncina, appena fuori dalla sua casa.

Come ho detto prima, ho letto il libro poche settimane fa, ma ho l’Impressione di averlo fatto in un’altra vita. L’effetto terapeutico di “Fiori di loto” mi è però rimasto nel cuore e penso che, questa valenza curativa potrebbe essere ancora più forte in questi giorni di quarantena.

Una menzione a parte la merita la cura amorevole con cui è stato realizzato il libro, bello e  terapeutico anche dal punto di vista estetico.

 

•parte del ricavato della vendita sarà devoluto a sostegno del progetto “Donne per le donne” per la prevenzione e la cura dei tumori al seno.

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