La badante che parlava con i fantasmi

Pensava che parlare ogni tanto da sola fosse una sua piccola stranezza e non aveva osato farglielo notare. Ma quel giorno la situazione la stava davvero preoccupando. Da un’ora Mary stava parlando in spagnolo a voce alta, nella stanza da bagno, e in casa non c’era nessuno, a parte loro due. Lidia era stesa sul letto a riposare, per riprendere forze, mentre la sua assistente domiciliare peruviana le riordinava la casa.

Mary aveva un tono convinto, come se stesse affrontando un’animata conversazione. Lidia si stava sforzando di ignorare la strana situazione. Era affezionata alla donna, la sua presenza le rendeva meno dura la sua disabilità e non voleva crearle imbarazzo. In fondo curava la sua casa con impegno da molte settimane. Quella chiacchierata “fantasma”, in una lingua che non capiva, la stava turbando, non riusciva nemmeno a concentrarsi nella lettura. Leggi tutto

Body Bizarre il programma di Real Time che diffonde la cultura della disabilità

Devo confessare di essermi avvicinata a Real Time davvero tardi. Sono stata a lungo molto scettica a differenza delle mie figlie, che lo hanno seguito subito con entusiasmo. Da molti mesi invece, mi sono trasformata in una spettatrice assidua. Nel post di oggi vi parlerò di un programma che ho scoperto da poco e che mi ha gradualmente entusiasmato. Sto parlando diBody Bizarre, un format americano, che appartiene al genere documentaristico.

Ogni episodio ha una durata media di circa quarantacinque minuti. Body Bizarre racconta storie di persone comuni, in ogni parte del mondo, che hanno handicap e problemi fisici, molto particolari, talvolta consideratispaventosi. Il bello della trasmissione sta nell’attenzione che dimostra nelsottolineare l’amore e l’attenzione delle famiglie, degli amici e del personale sanitario. Si parla di persone affette talvolta da menomazioni terribili, ma non vengono trattate con pietà o voyeurismo. Tramite questi documentari si scopre che esistono migliaia di situazioni incredibili e la loro visione può aiutare a non averne paura. Mi sento di consigliarne a tutti la visione perché rappresenta un valido mezzo di diffusione della cultura della disabilità. Vi invito a cercare i molti episodi presenti su You tube, per comprendere meglio le mie parole. Leggi tutto

Per una cultura della forza fisica buona

Sono giorni che rifletto sulla mia condizione di disabilità agli arti inferiori. In questi mesi mi sento più debole e fragile. Percepisco la necessità di una persona che mi aiuti e mi sorregga.

Una persona, uomo o donna, che sia agile, forte, allenata a sostenere chi vive in una situazione simile alla mia. Giorni fa ho chiesto ad un amico alto e muscoloso, di aiutare mio marito a sostenermi. La vicenda recente del gesto eroico di un ragazzo, che ha salvato un bimbo di tre anni, caduto sulle rotaie della metropolitana di Milano, mi ha commosso inducendomi ad ulteriori riflessioni. Da tempo la mia disabilità mi sta ancora più stretta perchè non mi permette di sostenere fisicamente chi ne avrebbe bisogno. Allargando lo sguardo nasce in me il desiderio di rivolgere un appello a tutti coloro che godono invece di agilità e una discreta forma fisica. Aiutiamoci reciprocamente ! Le nostre esistenze sarebbero più ricche ed appaganti! Propongo una cultura della forza buona a disposizione della collettività Come immagine di commento ho scelto infatti un incontro tra due noti personaggi dei fumetti, il perfido Bruto e il paladino del bene Braccio di ferro. Sono entrambi fortissimi, ma è l’imprevedibile potenza di Braccio di Ferro quella che ci aiuta a vivere! Leggi tutto

Quando parlai di Ezio Bosso su Famiglia Cristiana

Nel 2016 avevo appena iniziato la mia collaborazione con Famiglia Cristiana ed ho avuto subito l’opportunità di scrivere questo emozionante pezzo sulla partecipazione a Sanremo di Ezio Bosso, una  presenza che ha avuto una dimensione di apertura e distruzione di stereotipi sulla vita,la musica e la disabilità davvero imprevedibile. Ho la sclerosi multipla, per camminare uso il deambulatore e posso dire di essere sconvolta ed estasiata. Come ho scritto  in un post sul mio blog “Sclerotica”, su vita.it,  ho conosciuto Ezio per caso, attraverso riflessioni sulle chat di Facebook. Anche allora venni stupita e conquistata dalla sua sensibilità e dalla sua grandezza, non aspettavo però di essere di nuovo sorpresa e travolta dalle emozioni. Leggi tutto

Disabilità, stampelle e bicipiti da Wonder Woman

“Faceva caldo, l’afa era insopportabile. Giovanna camminava, come al solito con fatica con le sue stampelle, per raggiungere il portone di casa. Era impossibile non notarla passare con il suo prendisole svolazzante e la corporatura giunonica. Si stava stancando molto ed il peso del suo corpo non le era certo d’aiuto. Ad un tratto senti’ arrivare alle sue spalle un gruppo di bambini. In breve i piccoli la superarono, fermandosi a guardarla.”Ora questi birichini mi prenderanno in giro” pensò, proseguendo nel suo faticoso cammino. Un ragazzino con gli occhiali e lo sguardo stupito si giro’ infatti verso di lei. “Guardate che muscoli ha questa signora!” Disse ammirato ai suoi amici. Giovanna sorrise contenta.Usare le stampelle aveva irrobustito le sue braccia. Essere notata per i suoi bicipiti e non per la disabilità l’aveva resa un po’ più fiera. Con l’immaginazione si vide indossare un ampio constume da Wonder Woman ed usare stampelle dai magici poteri”. Leggi tutto

Sex and tbe city a Barriera di Milano con Santisella

Le immagini di questa storica sigla, vi faranno ricordare chi è Carrie, il famoso personaggio Interpretato da Sarah Jessica Parker.

Ha una capigliatura nera e mediterranea, ma è riccia, ironica e un po’ buffa come Carrie Bradshaw di Sex and the city. Barbara Santise, quarant’anni, separata con due figlie, di seie dieci anni, ha pubblicato il mese scorso, con la Paola Caramella edizioni e le illustrazioni ironiche e minimali di Alessandro Rivoir. , il suo primo libro Santisella prontuario di sopravvivenza ai fallimenti e ai capelli crespi.
L’autrice vive a Barriera di Milano, dove ha gestito per anni “Le Marachelle, non solo caramelle” e La Bottega aperta, una specie di bar tavola calda sociale, aperto ad artisti, abitanti del quartiere e bambini che non sapevano dove andare a giocare. Ed è proprio dalla chiusura definitiva del locale, è questo il fallimento citato in apertura, che prende inizio il racconto.
“… lui sorride, poi la stringe un po’ più forte a sé e le mormora sui capelli, dopo un bacio leggero “Finalmente non puzzi più di fritto!”. Dal tono dissacrante di queste righe si coglie la leggerezza di tutta la narrazione. Come Sex and the city, con un’ambientazione meno glamour di New York, il diario di Barbara è tutto al femminile. Lei, Insieme alle sue figlie, si definisce triade ovarica. In fondo si sa, la leggerezza è donna! Leggi tutto