Gli artigli di ghiaccio di Gianluca lo scalatore In un romanzo la sua lotta.

Continuo a riporre i pezzi de La stampella di Cenerentola. Quello di oggi parla di sclerosi multipla amore per la montagna.

Sguardo, che sembra sprigionare fiamme dagli occhi arrossati e brucianti, come quelli infiammati dal cortisone, farmaco principe per curare le ricadute di sclerosi multipla e mani non umane con unghie feline di ghiaccio, che serrano in una morsa i muscoli dei malati, non facendoli fuzionare a dovere. Nel suo libro Ganluca Menichetti, giovane biologo torinese, descrive così la bestia feroce, la sclerosi multipla, che lo ha colpito violentemente una decina di anni fa e che lui ha affrontato con determinazione e coraggio, come un eroe di un racconto fantasy. Gianluca racconta la sua lotta, la sua voglia di vivere, il suo amore per la natura, le sue riflessioni vitali e visionarie. Il suo romanzo, Occhi di brace, artigli di ghiaccio – edizioni Cinquemarzo, parla di una terribile minaccia che rischia di distruggere il pianeta e di un giovane eroe, che combatte per sconfiggere il mostro che lo insegue per distruggerlo. Un racconto, ricco di pathos ed immagini da incubo, sicuramente autobiografico. Con le sue parole, il ragazzo ha conquistato un vasto pubblico, costituito non solo dai molti malati di sm che lo seguono sulle pagine di Facebook. Leggi tutto

Franco Bomprezzi e il suo sogno

Anche oggi vi propongo un post di qualche anno fa de La stampella di Cenerentola. Buona lettura! 

Giorni fa mi sono svegliata con una strana tristezza nel cuore. Ho iniziato a sfogliare le pagine di Facebook e ne ho capito il motivo. Era il 18 dicembre, il primo anniversario della morte di Franco Bomprezzi il grande giornalista, che considero il mio punto di riferimento umano e professionale. Seguendo la scelta della rivista www.superando.it ho deciso di condividere una bellissima lettera scritta da Franco per il capodanno del 2010. Parla di un sogno, di un’Italia più giusta e rispettosa dei diritti dei disabili. Dobbiamo lavorare molto perché riesca ad avverarsi, ma non voglio smettere di credere nelle favole. Leggi tutto

Hanno fatto la storia del rock “balbettando”

Oggi nel mio spazio sclerotico, vi propongo un post tratto da La stampella di Cenerentola di due anni fa!

…tempus fugit…Devo ringraziare pubblicamente  John Vignola di radio 1 Raiper la riflessione che mi ha ispirato e che vi propongo. Nella sua trasmissione Music club, ieri ha parlato di alcuni grandi esponenti della musica britannica, come David Bowie e gli Who. Tra i brani in scaletta c’era un pezzo fantastico, che amo veramente tanto, come My Generation.

Dopo averci emozionato con questa pietra miliare della cultura rock degli anni sessanta, Vignola ha proposto un altro pezzo storico come Changes di David Bowie. Leggi tutto

La mamma ha le rotelle e con loro si è laureata e ha visitato l’Europa

Sofia Riccaboni ha la sclerosi multipla, tre figli e ripete sempre che da quando usa la sedia a rotelle la sua vita è cambiata…in meglio! Non si crogiola nella sua sofferenza per elevarsi spiritualmente. Sofia è sincera e determinata, talmente determinata, da avere scritto un libro, intitolato proprio ” Mamma ha le rotelle”, utilizzando scherzosamente l a prima frase che la figlia più piccola le ha detto la prima volta che l’ha vista seduta in carrozzina. Nel libro si racconta di una donna che affronta con carattere e serenità un attacco di sclerosi multipla, che la porta a fare fatica ad alzarsi e camminare. Dovrà affrontare l’ospedale ed un cambiamento di casa oltre all’uso della famigerata sedia rotelle. La protagonista non si abbandona allo sconforto, ma decide di applicare alla situazione le tecniche imparate facendo meditazione. I principi del Buddismo la aiutano ad affrontare al meglio il presente. Sfrutterà i molti momenti in cui dovrà stare a riposo per leggere e riprendere a studiare riuscendo a laurearsi. Muoversi in carrozzina, senza troppi sforzi fisici, rispetto a prima, le fanno nascere anche il desiderio di viaggiare! Certo non tutto è rose e fiori, ma con una nuova consapevolezza, il dolore si ridimensiona! Sapete che vi dico? Vorrei diventare anche io una mamma con le rotelle come Sofia! Leggi tutto

Handicappato e carogna ! David Anzalone, il primo comico disabile italiano

Il suo corpo asimettrico e dinoccolato sembra fatto apposta per muoversi sul palcoscenico. Nato a Senigallia nel 1976, David Anzalone in arte Zanza, convive con una tetraparesi spastica e ha fatto del suo handicap una materia per creare cabaret. David è il primo vero comico disabile italiano, oltre ad essere un bravissimo attore. Nel 2005 ha realizzato Targato H, uno spettacolo esilarante, che distrugge molti luoghi comuni sull’handicap.

Zanza ha dimostrato che ridere sulla disabilità si può con il giusto piglio dissacratorio e soprattutto se a farlo è chi la disabilità la vive in prima persona e si offre al pubblico come materiale comico con cui ridere con la giusta dose di rabbia. «La normalità non esiste e esiste solo una moltitudine di diversità», osserva David. Leggi tutto

Difficile e bellissimo essere mamme con la sclerosi multipla

Ora come farò ad accudire la mia bimba? È stato il mio primo pensiero quando ho scoperto di avere la sclerosi multipla. Avevo 29 anni e già con i primi sintomi,  cioè con la paresi al braccio destro,  avevo visto come le normali attività della mia giornata insieme a lei erano state stravolte. Avevo paura che sarebbe stato sempre  peggio e che non avrei più potuto seguire in prima persona mia figlia.  In realtà la malattia mi concesse una lunga tregua,  spingendomi addirittura ad avere una seconda bambina. Dopo pochi anni ebbi le ricadute peggiori  agli arti inferiori. Non dico che sia stata una passeggiata,  ma le mie paure si sono allontanate ed ho visto come la situazione fosse comunque affrontabile con il sostegno di amici e parenti, Resta il fatto che il ruolo genitoriale sia messo gravemente in crisi dalla sm. Dato il continuo aumento della malattia tra i giovani, si dovrà lavorare moltissimo non solo nella ricerca scientifica, ma anche nei progetti di sostegno e agevolazione delle famiglie con un genitore colpito dalla sclerosi. Leggi tutto

Eliminare la fatica…ilsogno ambizioso di noi sclerotici

Non mi sento più di fare così tanta fatica! Questo pensiero sta diventando una specie di ossessione. So che accade a tutti noi sclerotici, ma il momento di rabbia, quasi adolescenziale, questa volta mi ha colto a tradimento, impedendomi di svolgere attività, che per me erano diventate una piacevole abitudine di libertà. La paura di stancarmi troppo mi impediva di uscire di casa. Sono corsa subito ai ripari, concedendomi un periodo di fisioterapia casalinga, con la dolcissima terapista Laura. Ora sto meglio e presto sarò in grado di tornare alla mia normalità. Tuttavia il problema della fatica resta ed è una vera spada di Damocle per noi. Leggi tutto

Il corpo di ballo segli sclerotici

Ormai mi conoscete, sono quasi sempre distrata e sognante! Oggi, tanto per cambiare, ho voglia di sognare e di sentirmi bella come una ballerina! Ho così scelto come immagine del post, una mia fografia giovanile ed un argomento che mi fa sentire leggera, come sulla punta dei piedi. Giorni fa ho assistito ad alcuni spezzoni del film d’animazione franco canadese Ballerina,diretto da Eric Summer e Éric WarinLe immagini e la musica erano piacevoli e delicate, ma quello che mi ha colpito di più di questa favola della bimba povera che riesce a diventare ètoile e la parte del duro addestramento fisico della piccola. La situazione mi ha ricordato i periodi di riabilitazione fisioterapica. Lo sforzo che noi sclerotici facciamo per riprenderci da una ricaduta, può essere simile a quello di una ballerina, che impara movimenti e postura della danza classica. I terapisti spesso ci fanno fare movimenti che ci appaiono impossibili nelle nostre condizioni, un po’ come succede alla giovane protagonista quando l’amica le dice di pulire lo specchio con un piede! C’è da esserne fieri! Perchè non fondiamo un corpo di ballo? La compagnia degli sclerotici! Potremmo ballare anche noi con Roberto Bolle! Leggi tutto

Il fascino senza tempo del Dracula di Coppola

Chi mi segue anche su Facebook, sa che questo per me, è un periodo di prove tecniche di …. comunicazione! Il mio sogno sarebbe quello di tornare a fare radio su Facebook, attraverso le dirette audio, ma non sono ancora sicura che sia la forma più indicata! Questo pomeriggio ho provato a farne una che potrete ascoltare cliccando qui.

Ripeto che si tratta solo di una prova! Se avete voglia ascoltatela! Spiego solo la mia passione per il film Dracula di  Bram Stoker  di Francis Ford Coppola ed il mio amore per il protagonista Gary Oldman. A dire la verità, mi piace molto anche il romanzo originale di Bram Stoker. Come spiego nell’audio, vorrei rileggerlo, insieme ai romanzi della saga dei vampiri torinesi della  mia amica BlakeB Blink, morta all’improvviso, il mese scorso. Ricomincerò dal primo La curiosità uccide il gatto. Vi parlerò dei risultati. Intanto potrete scaricarlo anche voi su Amazon. È davvero una piacevole lettura!  Leggi tutto

Il giorno al contrario di Alessandra Nunziante che regala gioia e stupore

Per questo giorno di Capodanno, ho scelto di regalarvi uno degli ultimi post de La stampella di Cenerentola, il mio blog su lastampa.it.

Che pomeriggio sognante ho trascorso ieri! Di queste ore di serenità devo ringraziare la mia giovane concittadina Alessandra Nunziante ed il suo libroUn giorno al contrario Kimerik editore. Spesso mi rendo conto di non soffermarmi abbastanza sulle storie per spiegarne i particolari, presa dall’ansia della condivisione, ma questa volta cercherò di non essere troppo avara di particolari. Ieri ero, come al solito, a caccia di storie interessanti sul web ed il mio sguardo è stato catturato dal post di un’amica di Facebook, che proponeva una copertina di un libro di una scrittrice torinese emergente, Alessandra Nunziante appunto. Ne ” La  Stampella di Cenerentola” amo raccontare vicende di riscatto dal disagio e dalla disabilità ed il titolo Un giorno al contrario faceva presagire una storia particolare, legato al punto di svolta da una crisi. Il mio spirito da segugio dei social network mi ha portato a cercare notizie su Google e poi a chiedere amicizia su Facebook ad Alessandra, l’autrice. Ci siamo sentite in chat e ne è nata una conversazione piacevole, anche se un po’ surreale. Comunque il mio fiuto aveva funzionato. La ragazza ha meno di trent’anni. A veva conosciuto da bambina una disabilità temporanea al braccio ed ha scritto il suo racconto dopo un periodo di depressione. Decisi subito di volerne parlare sul blog ed un un po’ sfacciatamente le chiesi di inviarmi subito via mail, una versione digitale del libro.  Dopo  un’ora ero già immersa nella lettura. Non vorrei farespoiler,  come si dice adesso, ma voglio confidarvi che, dopo le prime venti pagine, le sorprese sono continue, delicate e piacevoli! Alessandra sei brava! La tua scrittura è essenziale e limpida e mi hai ammaliato con tutti gli inconsueti aggettivi che utilizzi per identificare i colori, che mi fanno immaginare che tu sia un’artista, una pittrice oltre che narratrice.  Il libro, che è una novella più che un romanzo, sarebbe indicato anche per le scuole medie. Un po’ di sana positività e sogno non possono che far bene, a tutte le età. Parlare di Botero Modigliani, è stato il tocco finale per conquistarmi! Leggi tutto